Cominciai a procurarmi sussidi didattici che preparavano alla lettura, prima i segni poi la lettura, i fogli con mille lettere scorrevano con centinaia di disegni su cui primeggiava sempre il disegno di un bimbo che non aveva orecchie, ne occhi ne bicca, un bimbo con le braccia lunghissime senza corpo e con alle estremità su piccoli fiori che simboleggiavano le mani e i piedi. Dovevo dargli le orecchie per ascoltare, una bocca per parlare, occhi per vedere ma come ? Presi dei grandi fogli li misi sul pavimento vi adagiai Riccardo e ne disegnai la sagoma, l'attaccai al muro ed insieme disegnammo una bocca un naso due grandi orecchie e dei capelli molto irti.
Immaginate che strano disegno, ma, no affatto che splendide orecchie che occhi sognanti sul mondo, occhi che non vedevano perché non avevano pupille e una bocca tondeggiante perché non aveva voce.
Lavorai su quella sagoma per tantissimo tempo finché il bimbo non disegno le pupille,le palpebre,le ciglia e la orecchie che intanto erano diventate più piccole.
Le pagine di questo libro raccontano la vera storia di Riccardo, bambino autistico che, dopo una particolare terapia e una riabilitazione sofferta, è riuscito ad ottenere sensibili miglioramenti. Oggi, Riccardo legge, scrive, parla ma soprattutto pensa e si relaziona con il mondo esterno. In questo libro viene descritto tutto il lavoro fatto e le difficoltà incontrate, al fine di aiutare qualche altro bimbo che ha le stesse problematiche.
domenica 3 novembre 2013
martedì 18 settembre 2012
UN AMBITO TRAGUARDO
Mi sono sempre chiesta cosa avrei provato quando Riccardo avrebbe sostenuto gli esami orali per il conseguimento della licenza di scuola media ed oggi finalmente l'ho capito, un misto di sofferenza e di ansia mista ad una stana forma di riconoscenza verso tutti gli obbiettivi che erano stati conseguiti, verso tutto il percorso lungo e faticoso di questi dieci anni con cui ho dovuto condividere la mia sedia con la "loctite", ma oggi sono felice vedere Riccardo così presente, così carino e soprattutto così (normale) mi rende entusiasta. Sono stata a casa in questi giorni che hanno preceduto la prova orale per aiutarlo a ripassare la tesina preparata dal prof.re di sostegno. Stamattina e' andato a scuola accompagnato dal nonno. Quando sono sono tornati mio marito era commosso, il ragazzo aveva sostenuto brillantemente la prova orale tanto che i professori gli hanno regalato un pallone di rugby con tutte le loro firme apposte, l'hanno abbracciato e salutato con un bacio. Il professore di sostegno ha ribadito a tutti i presenti che i risultati conseguiti erano stati eccezionali e che Riccardo era stato fortunato ad avere accanto persone che l' amavano infinitamente e che gli hanno permesso con l'aiuto di Dio di diventare il ragazzino di oggi mentre ad altri che pure aveva conosciuto nel corso della sua carriera di insegnante non era stato concesso di raggiungere simili, traguardi, frutto di un lavoro unito ed intenso di due persone che l'hanno messo davanti ad ogni cosa, prima di ogni cosa. Vorrei che le persone che leggano il mio libro, mi vedessero nel loro stesso dolore e non perdessero la speranza di potercela fare perché i miracoli accadono, basta crederci fortemente.
domenica 4 marzo 2012
NORMALITA'............
Ogni giorno mi sorprendo ascoltare Riccardo parlare, è una continua esplosione di parole, che manifestano pensieri, sentimenti, ricordi, che mai avrei pensato potessero concretizzarsi. E' proprio un chiacchierone che felicità! Certamente la normalità che cerco è quella dei suoi coetanei ed oggi ne sono quasi vicina,
ma quel quasi mi pesa tanto e vorrei correre più della luce per mettere
la parola"finalmente"e togliere quel quasi.
sabato 14 gennaio 2012
UN CONTINUO DI MIGLIORAMENTI
Oggi sono andata insieme a Ricky ed a mio marito al Carrefour che si trova al centro commerciale Campania" qui ho incontrato una mia amica che non vedevo da anni ma conosceva la patologia di Riccardo.
Ci siamo salutate abbiamo spettegolato un pò,il ragazzo l'ha salutata ed ha conversato con leisenza nessuna difficoltà rispondendo a tutte le domande che gli venivano poste.
Salutandomi mi ha chiesto chi fosse il ragazzo che era con me, le ho risposto che era Riccardo diventato ormai un adolescente.
Lei la guardato fortemente meravigliata , non, avrebbe mai immaginato se non glielo avessi detto che quel ragazzino era lo stesso che aveva sofferto di autismo.
La sua sorpresa mi ha reso felice, i suoi cambiamenti anche per me sono una continua meraviglia sopratutto se vengono visti da altri.
Forse veramente mi sto avvicinando a quella desiderata normalità per cui lavoro e prego.
venerdì 21 ottobre 2011
A GRANDI PASSI
Siamo ormai alla fine dell anno 2011, tanto tempo è passato da quando è iniziata quest'avventura.
Riccardo è diventato grande all improvviso, quanto lavoro è stato fatto ma quanto ne resta ancora da fare.
Ora , sta copiando sul quaderno un'espressione aritmetica svolta alla lavagna, non avrei mai immaginato che sarebbe riuscito a fare tanto.
Il suo cervello è come se stesse assorbendo tutto ciò che fino ad ora non era riuscito ad assimilare ; è una gara contro il tempo, un lavoro continuo, che consente al suo cervello di immagazzinare dati, cosa che non pensavo potesse avvenire.
Ho sempre saputo che fantastico computer fosse il cervello e che fosse stato in grado di rispondere ad ogni stimolo esterno teso ad aiutarlo a funzionare in modo corretto.
Sembrano , ormai cosi lontani i tempi della speranza, oggi, che si stanno avvicinando, a grandi passi, quelli della certezza.
Riccardo è diventato grande all improvviso, quanto lavoro è stato fatto ma quanto ne resta ancora da fare.
Ora , sta copiando sul quaderno un'espressione aritmetica svolta alla lavagna, non avrei mai immaginato che sarebbe riuscito a fare tanto.
Il suo cervello è come se stesse assorbendo tutto ciò che fino ad ora non era riuscito ad assimilare ; è una gara contro il tempo, un lavoro continuo, che consente al suo cervello di immagazzinare dati, cosa che non pensavo potesse avvenire.
Ho sempre saputo che fantastico computer fosse il cervello e che fosse stato in grado di rispondere ad ogni stimolo esterno teso ad aiutarlo a funzionare in modo corretto.
Sembrano , ormai cosi lontani i tempi della speranza, oggi, che si stanno avvicinando, a grandi passi, quelli della certezza.
giovedì 6 ottobre 2011
OLTRE L'UMANO
Quando ho sentito, alle mie spalle "ciao Barbara" ed ho riconosciuto la voce , mi sono girata e le lacrime mi hanno immediatamente velato gli occhi!
Riccardo è un "gran pezzo di ragazzo",di una bellezza disarmante e dal sorriso che non conosce confini. Ha, al seguito,una famiglia meravigliosa, che lui adora e non perde occasione di esprimere A PAROLE i propri sentimenti.
Un ragazzo sportivo che pratica basket e, alla mia domanda, su cosa volesse fare da grande, mi rispose : " l'avvocato, come papà".
Mai avrei immaginato da quale tunnel fosse stato tirato fuori dai nonni che emanano pace, serenità e speranza.
Ho visto nonni amare i nipoti piu' dei loro stessi figli ma con Riccardo ho avuto modo di carpire che i suoi fossero approdati ad un'altra dimensione: oltre l'umano! Si, per una volta, mi sia consentito sottolineare , " Oltre l'umano", perché Riccardo è la prova evidente che Dio esista! c'è un gran bel libro, piuttosto ignorato, la Bibbia dove al capitolo 38 Siracide , si inneggia alle mani dei medici, benedette dallo spirito santo affinché guariscano gli ammalati, un modo perchè DIO possa arrivare ai sofferenti, servendosi di esperti.
Ebbene! Riccardo ha ricevuto la grazia di essere affidato a mani "benedette" ma soprattutto quella di essere nato in una famiglia che ha fatto della sua guarigione il proprio scopo di vita, tra persone il cui atteggiamento è stucchevole: diffondere la certezza che dall'autismo si può uscire, anzi no!SI DEVE! si è cosi, e lo dimostra la tempra dei suoi incantevoli Nonni.
Dott.ssa Barbara Villano
Dott.ssa Barbara Villano
domenica 2 ottobre 2011
PROFUMO DI NORMALITA'
Sognare, generalmente è vivere nella coscienza che tutto ciò che si sogna non potrà avverarsi, per me invece sognare la sua normalità doveva divenire la sua realtà.
La sua patologia doveva divenire solo un ricordo e quando tra dieci anni penserò a tutto il passato a quando il tempo per lui si era fermato nell'oblio del nulla.
Gioierò insieme ai suoi cari dei suoi cambiamenti con la consapevolezza che finalmente
Riccardo potrà guardare al futuro come tutti gli altri.
La sua patologia doveva divenire solo un ricordo e quando tra dieci anni penserò a tutto il passato a quando il tempo per lui si era fermato nell'oblio del nulla.
Gioierò insieme ai suoi cari dei suoi cambiamenti con la consapevolezza che finalmente
Riccardo potrà guardare al futuro come tutti gli altri.
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