martedì 14 giugno 2016

GRANDI NONNI

Mi sorprendo sempre di più quando mi accorgo che, forse, mi sono perduta molto dei cambiamenti di Riccardo, ma aumenta la sorpresa quando mi rendo conto che sono gli altri ad accorgesene.
Come spesso succede, andiamo mio marito ed io, insieme al ragazzo, al Carrefour a fare compere, tutti lo conoscono e sanno della sua disabilità, l hanno visto crescere e cambiare in meglio con una continuità che noi non riusciamo a valutare.
Ieri, appunto, una delle commesse, tutte splendide per la loro gentilezza, osservandolo come riponeva la spesa nel carrello e come rispondeva alle nostre domande ha esclamato: "Grandi Nonni" rivolgendosi a noi. Wow è meraviglioso?

lunedì 6 giugno 2016

SPERARE....


Passare le ore a pregare, a sognare, a soffrire, a vivere una vita parallela mentre quella reale, la passi affrontando i problemi ed a studiare le soluzioni atte a risolverli.
Io non ho mai accettato la malattia di Riccardo, ma sono certa che la ricerca, e la mano di nostro Signore, ci aiuteranno a continuare, a farlo migliorare, a farlo progredire, come già attualmente si sta verificando, infatti ciò che non mi abbandona mai e che in tutti questi anni mi ha sempre confortato è 
la SPERANZA che ce la faremo del tutto.

sabato 4 giugno 2016

CONTINUARE.....

Inizialmente si comincia a parlare seriamente e con maggiore continuità della patologia autistica,di questo mondo strano e incomprensibile,che porta i ragazzi ad allontanarsi dalla realtà,a trincerarsi in un incomprensibile isolamento. Mi chiedo sempre cosa possa determinare tale stato se il rifiuto della
realtà, perchè non corrispondente alle proprie aspettative, oppure il rifiuto del contatto con gli altri per un problema di natura fisica, perchè quando guardo Riccardo, cerco nello studio dei suoi comportamenti, un modo per aiutarlo. Questi ragazzi,ne vedo,nei supermercati,negli stabilimenti balneari ed un pò ovunque,sono sempre tristi, ed i loro genitori,portano dipinto sul volto i segni di un immane dolore che non esce fuori, ma che resta su di loro come un abito da cui non potersi separare. La cosa,però,che più l'angustia è l'assoluta mancanza di discrezione dei passanti che con la loro morbosa curiosità,osservano,sparlano e commiserano chi è già oberato da una cosi grave disabilità. Per tale motivo anche noi abbiamo sempre cercato di sfuggire la gente ma,finalmente abbiamo capito di aver sbagliato, perchè il confronto con gli altri anche se critico, può rappresentare uno stimolo a cercare qualsiasi soluzione per avviarsi verso una difficile normalità, ed il confronto con chi ha le tue stesse problematiche, perchè discutendo si può avere qualche suggerimento per intraprendere altri percorsi che possano rivelarsi molto utili.

domenica 3 novembre 2013

RICORDI PASSATI

Cominciai a procurarmi sussidi didattici che preparavano alla lettura, prima i segni poi la lettura, i fogli con mille lettere scorrevano con centinaia di disegni su cui primeggiava sempre il disegno di un bimbo che non aveva orecchie, ne occhi ne bicca, un bimbo con le braccia lunghissime senza corpo e con alle estremità su piccoli fiori che simboleggiavano le mani e i piedi. Dovevo dargli le orecchie per ascoltare, una bocca per parlare, occhi per vedere ma come ? Presi dei grandi fogli li misi sul pavimento vi adagiai Riccardo e ne disegnai la sagoma, l'attaccai al muro ed insieme disegnammo una bocca un naso due grandi orecchie e dei capelli molto irti.
Immaginate che strano disegno, ma, no affatto che splendide orecchie che occhi sognanti sul mondo, occhi che non vedevano perché non avevano pupille e una bocca tondeggiante perché non aveva voce.
 Lavorai su quella sagoma per tantissimo tempo finché il bimbo non disegno le pupille,le palpebre,le ciglia e la orecchie che intanto erano diventate più piccole.

martedì 18 settembre 2012

UN AMBITO TRAGUARDO

Mi sono sempre chiesta cosa avrei provato quando Riccardo avrebbe sostenuto gli esami orali per il conseguimento della licenza di scuola media ed oggi finalmente l'ho capito, un misto di sofferenza e di ansia mista ad una stana forma di riconoscenza verso tutti gli obbiettivi che erano stati conseguiti, verso tutto il percorso lungo e faticoso di questi dieci anni con cui ho dovuto condividere la mia sedia con la "loctite", ma oggi sono felice vedere Riccardo così presente, così carino e soprattutto così (normale) mi rende entusiasta. Sono stata a casa in questi giorni che hanno preceduto la prova orale per aiutarlo a ripassare la tesina preparata dal prof.re di sostegno. Stamattina e' andato a scuola accompagnato dal nonno. Quando sono sono tornati mio marito era commosso, il ragazzo aveva sostenuto brillantemente la prova orale tanto che i professori gli hanno regalato un pallone di rugby con tutte le loro firme apposte, l'hanno abbracciato e salutato con un bacio. Il professore di sostegno ha ribadito a tutti i presenti che i risultati conseguiti erano stati eccezionali e che Riccardo era stato fortunato ad avere accanto persone che l' amavano infinitamente e che gli hanno permesso con l'aiuto di Dio di diventare il ragazzino di oggi mentre ad altri che pure aveva conosciuto nel corso della sua carriera di insegnante non era stato concesso di raggiungere simili, traguardi, frutto di un lavoro unito ed intenso di due persone che l'hanno messo davanti ad ogni cosa, prima di ogni cosa. Vorrei che le persone che leggano il mio libro, mi vedessero nel loro stesso dolore e non perdessero la speranza di potercela fare perché i miracoli accadono, basta crederci fortemente.

domenica 4 marzo 2012

NORMALITA'............

Ogni giorno mi sorprendo ascoltare Riccardo parlare, è una continua esplosione di parole, che manifestano pensieri, sentimenti, ricordi, che mai avrei pensato potessero concretizzarsi.

E' proprio un chiacchierone che felicità! Certamente la normalità che cerco è quella dei suoi coetanei ed oggi ne sono quasi vicina,

ma quel quasi mi pesa tanto e vorrei correre più della luce per mettere
 la parola"finalmente"e togliere quel quasi.

sabato 14 gennaio 2012

UN CONTINUO DI MIGLIORAMENTI

Oggi sono andata insieme a Ricky ed a mio marito al Carrefour che si trova al centro commerciale Campania" qui ho incontrato una mia amica che non vedevo da anni ma conosceva la patologia di Riccardo.
Ci siamo salutate abbiamo spettegolato un pò,il ragazzo l'ha salutata ed ha conversato con lei
senza nessuna difficoltà rispondendo a tutte le domande che gli venivano poste.
Salutandomi mi ha chiesto chi fosse il ragazzo che era con me, le ho risposto che era Riccardo diventato ormai un adolescente.
Lei la guardato fortemente meravigliata , non, avrebbe mai immaginato se non glielo avessi detto che quel ragazzino era lo stesso che aveva sofferto di autismo.
La sua sorpresa  mi ha reso felice, i suoi cambiamenti anche per me sono una continua meraviglia sopratutto se vengono visti da altri.
Forse veramente mi sto avvicinando a quella desiderata normalità per cui lavoro e prego.